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Raimonda



18.03.2012 22:00:00

Read moreAnche il tempo in fila presso la sala d'attesa di un ufficio assicurativo può, a volte, trasformarsi in occasione per interessanti scoperte e riflessioni.
Soprattutto se, come nel mio caso, sostenuti da comode poltroncine che bendispongono al piacere del relax e della lettura.  
Per le mani, l'ultimo numero di una rivista destinata al lettore "cittadino" e "viaggiatore".
Diversi gli articoli interessanti, fra itinerari turistici, mestieri, narrativa, cinema e arte.
Fra questi, uno dedicato a svelare dettagli di vita e lavoro del periodo milanese del grande Leonardo da Vinci.
Scopro così - fra le righe che descrivono la tecnica pittorica utilizzata nel capolavoro dell'Ultima Cena - che il grande Maestro lavorava con molta lentezza, alternando giornate in cui "dal nascente sole fino all'imbrunita sera" non si levava mai il pennello di mano ad altre in cui, senza dipingere, si fermava persino per delle ore "e solamente contemplava, considerava, ed esaminando fra sè le sue figure, giudicava".
Apprendo inoltre che, ogni qualvolta voleva dipingere qualche figura, "considerava prima la sua qualità e la sua natura e...poi se ne andava ove egli sapeva che si radunassero persone di tal qualità, e osservava diligentemente i loro visi, le loro maniere, gli abiti e i movimenti del corpo...".
Quando, poi, trovava i personaggi giusti faceva molti schizzi sul taccuino.
Ben lontana dal voler azzardare paragoni arditi fra il mio lavoro di scrittura e l'opera del grande genio, non posso, comunque, fare a meno di notare alcuni elementi simili nel modo di avvicinarsi al lavoro creativo.

La lentezza, innanzitutto: nella mia esperienza, un buon lavoro di writing non può essere vittima di fretta e approssimazione.
Curare i testi per una qualsiasi comunicazione aziendale che aspiri ad essere efficace e professionale significa, infatti, saper soppesare, valutare, limare, scartare il superfluo per arrivare a scolpire e modellare il susseguirsi di frasi e parole. 
Significa, anche, sapersi distaccare dalla prima stesura del testo: far decantare e ritornare a leggere, correggere o, a volte, anche stravolgere la bozza ore o giorni dopo, con la capacità di guardare al proprio lavoro da una prospettiva diversa da quella dell'autore.
E' questa paziente attività di revisione - spesso trascurata da chi non scrive in maniera professionale- che dà valore aggiunto al testo e al messaggio che vuole trasmettere.
Un'attività che permette di eliminare errori di grammatica e sintassi, refusi di battitura, espressioni poco fluide, ridondanze lessicali, inesattezze, ripetizioni pensando a convincere e fare buona impressione su chi deve leggere.
Perchè è proprio questo il compito principale del re-writing: controllare l'efficacia del testo in tutta la sua struttura.
 
L'attenzione, inoltre,  con cui Leonardo, prima di dipingere, osservava le figure che avrebbe poi dovuto rappresentare sulla tela dicono molto sull'importanza di sapersi immedesimare nell'altro, nei suoi pensieri, emozioni, situazione.
Un'attenzione simile a quella che deve coltivare anche un buon business writer: scrivere pensando al destinatario, sapendo prevedere commenti, dubbi, domande, preoccupazioni, desideri del lettore.
Compenetrarsi nell'interlocutore - e affidare a lui il ruolo di protagonista - sono requisiti essenziali per la comunicazione: per questo nel mestiere dello scrittore è così utile imparare a respirare con il lettore, provare i suoi sentimenti ed emozioni, diventare una cosa sola con lui.
Scrittore e lettore diventano, perciò, una sola realtà non più contrapposta, ed è proprio questo sapersi mettere nei panni dell'altro che, davvero, può fare la differenza per rendere efficace e centrare l'obiettivo della scrittura.

Come vedete, dai grandi maestri c'è sempre molto da imparare...

 

 


  
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24.02.2012 14:02:29

Read moreHo osservato per giorni - in questo freddo febbraio - l'alberello di mandorlo, coi suoi rami protesi sul marciapiedi, vicino casa.
E' proprio in questo periodo che, ad ogni mio passaggio, mi riserva lo stupore maggiore: anno dopo anno, le sue gemme e il loro sbocciare sono,  per me, il primo gentile preludio di primavera in città. 
Quest'anno, in particolare, il rigido inverno mi ha permesso di assaporare in maniera ancora più lenta e sorprendente la sua fioritura.
Ad iniziare dal dischiudersi dei primissimi boccioli fra il soffice candore della neve (una veste inusuale per Sassari), al procedere sempre più incalzante della fioritura in queste ultime giornate più soleggiate.

La mia mente viaggia spesso per associazioni: anche questo semplice e delicato spettacolo della natura mi ha portato a riflettere.
Cosa ha permesso a quei primi, timidi boccioli di iniziare a fiorire - pur in condizioni climatiche meno favorevoli - mentre, sui rami attorno, gli altri rimandavano il loro sbocciare?
Non so dare una risposta unica e certa a questa domanda: più esposti al sole degli altri? più ricchi di linfa vitale? più "fortunati"...?
Ciò di cui, però, sono persuasa è che da questo "miracolo" possiamo trarre almeno due utili insegnamenti sul modo di gestire la nostra vita e le relazioni con gli altri:
 

  1. Rispettiamo i nostri tempi e quelli degli altri: quante volte ci capita di fare paragoni con le altre persone?
    Da mamma, ad esempio, noto spesso altri genitori dire al proprio figlio "Vedi, lui lo sa fare e tu no!" oppure crucciarsi perchè, magari, "Giovanni alla sua età sapeva già parlare, camminare, mangiare da solo..., mentre mia figlia sa a malapena stare in piedi e dire pappa!". 
    Oppure, considerare noi stessi una frana solo perchè non siamo veloci come il nostro collega nel fare qualcosa.
    Senza tener conto, invece, del fatto che siamo molto più abili di lui nel portare avanti altri tipi di attività.
    Mantenere questo approccio è demotivante: non aiuta la nostra autostima, stronca la fiducia in noi stessi e sminuisce le nostre capacità. 

     
  2. Prendiamo esempio da chi ha già fatto bene prima di noi: un atteggiamento responsabile di chi non eccede nè nel vittimismo, nè nell'arroganza. 
    E' ciò che, ad esempio, sostiene la Pnl (Programmazione neurolinguistica): ricalcare modelli di eccellenza - capire come ha fatto e come ha ragionato chi ha avuto successo - è un buon metodo per migliorare noi stessi.
    Personalmente, poi, sono convinta che chi rappresenta un buon esempio diventi stimolo, sprone, energia anche per gli altri: dalle piante alle persone, abbiamo tutti una naturale propensione a fiorire ed esprimerci al massimo. Il guaio è che, a volte, ce ne dimentichiamo: chi ci ricorda la giusta direzione, perciò, non può che portare benefici a noi stessi!
     

 Osservare la saggia evoluzione della natura ha bisbigliato qualche riflessione anche a voi?

 

 

 


         

 


  
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21.02.2012 22:00:00

Read moreUn po' di sere fa ho assistito ad uno spettacolo di danza - Italia, la mia Africa - proposto dalla Compagnia di Mvula Sungani.
Uno spettacolo autobiografico che, attraverso la storia di Elisa, una ragazza italiana di origine africana, ha messo in scena in maniera coinvolgente il tema dell'integrazione fra diverse etnie, mediante storie di immigrati ed emigranti.
Più che un semplice balletto, però, "Italia, la mia Africa" è stato uno spettacolo artistico in senso più ampio: sul palcoscenico, infatti, oltre ai ballerini si sono alternati musicisti e narratori, immagini e filmati.
Danza, musica e parole combinati insieme, cioè, nella forma di uno "spettacolo totale" capace di superare le barriere delle singole discipline per sublimarsi nell'unico linguaggio possibile: quello dell'arte.
E' questa sensibilità artistica globale di Sungani che, più di tutto, ha attirato il mio interesse: presentare e vivere l'arte, cioè, come esperienza estetica in cui tutti i nostri sensi sono presenti al massimo. 

Fare un parallelismo fra l'esperienza di questo spettacolo e le percezioni create da un sito web è stato breve: viaggiare dentro le pagine web non può forse trasformarsi in un'esperienza sensoriale gratificante e coinvolgente?
Anche creare un sito, d'altronde, richiede l'uso di più linguaggi assieme: testi, immagini, filmati, contributi sonori sono gli strumenti attraverso cui il sito cerca di interessare e comunicare, sollecitando i nostri sensi.
Quanto ci riesce? Ancora poco, viste le percentuali elevate di abbandono e i tempi di visita limitati.  
Iniziare a pensare e progettare il lavoro su un sito come ad una piccola "opera d'arte multisensoriale" in cui diventa semplice e piacevole abbandonarsi  alla navigazione può davvero fare la differenza.
Ma questo accadrà mano a mano che il sito web sarà inteso come un progetto globale in cui esperti in comunicazione, grafica e informatica sapranno dialogare bene insieme per creare un'esperienza univoca e condivisa di navigazione.
 

 


  
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15.02.2012 21:48:13

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Giovedì di euforia,
di baldoria e allegria
giorno grasso e opulento
e dal cuor sempre contento

Generoso di risate
e battute scanzonate
di coriandoli e frittelle
arlecchini e pulcinelle

Sempre amico del piacere
e di chi ama godere
ogni istante spensierato
della vita a perdifiato!

 

 


  
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26.01.2012 07:33:43

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In fatto di business & web writing, si potrebbe pensare che il compito più impegnativo sia quello commerciale: convincere, cioè, il potenziale cliente sui vantaggi che porta curare per benino la comunicazione scritta della propria attività.
Uno scoglio arduo ma non impossibile, specie se rafforzi la proposta del servizio con dei buoni esempi concreti.
Se il cliente inizia a vederne la convenienza – in termini di immagine, di ritorni economici, di risparmio di tempo – diventa facile conquistarsi la sua fiducia e collaborare.

Ciò che, invece, diventa a volte più difficile è abbattere resistenze e paure quando arriva il momento di condividere con lui la bozza del lavoro.
Perché se è vero che ha intuito le potenzialità di una scrittura “di qualità” (attenta al destinatario e al modo in cui vuole promuoversi) veder applicati questi principi alla comunicazione della propria azienda può anche suscitare un certo disagio e timore.
Mi son fatta l’idea che questo accade a causa di un certo attaccamento alle abitudini e consuetudini, anche in campo promozionale.
Distinguersi uscendo dal sentiero già conosciuto – per quanto noioso e omologato – non è sempre facile.
Farlo significa, infatti, superare la paura del giudizio, del nuovo, dell’inusuale ; a volte, anche l’imbarazzo di "vestire nuovi panni" e rispecchiarsi in contenuti che valorizzano in modo chiaro i punti di forza della propria impresa.
Ecco allora spuntare i tentennamenti e il bisogno di appigliarsi al “déjà vu” perché ritenuto più sicuro.
A far "paura", ad esempio, può essere un "naming" più su misura e caratterizzante proposto per le sezioni della site map (che si discosta dal classico "Chi siamo", "L'azienda", "Prodotti e servizi", "Dove siamo");  in più di un caso, le resistenze nascono di fronte alla pagina di presentazione dell'impresa (la sua storia, i suoi successi, le persone che ci lavorano); oppure, c'è una certa pudicizia a far sapere i processi virtuosi della propria attività.

Come mi comporto in questi casi? 
Dedico del tempo a spiegare, rassicurare, fare domande: attraverso esempi che funzionano o col ragionamento logico; spesso, chiedendo al mio committente di immaginare cosa può far piacere e si aspetta di leggere il suo cliente.
Il risultato? il più delle volte queste argomentazioni vanno in porto e il cliente inizia subito a fidarsi e credere nel progetto; a volte, è il tempo che lavora per me, dopo che il cliente ha sedimentato e fatto propri i nuovi concetti.
E quando, invece, dubbi e timori sono troppo forti? Faccio almeno un passo indietro, rispettando il suo sentire: in questi casi, un sano compromesso fra esigenze di comunicazione e sensibilità delle persone è più funzionale rispetto a perseguire obiettivi non adeguati alle sue aspettative in quel momento.
  

 

 


  
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27.10.2011 10:09:04

Read moreComprereste mai un vestito a scatola chiusa, senza tener conto delle esigenze di chi deve indossarlo? 
Senza tener conto se chi deve portarlo è un uomo o una donna, se è piccolo, giovane o vecchio, alto o basso, magro o un pò in carne, biondo oppure moro, se predilige i colori chiari o quelli scuri.
Senza tener conto di qual è l'uso che se ne vuol fare: quali saranno, cioè, le occasioni per metterlo, il contesto e le persone a cui lo mostrerete indossato, quale bisogno (comfort, eleganza, glamour?) prevale.
Domanda sciocca e dalla risposta più che scontata?
Se rimaniamo in tema di vestiti, quasi certamente si!
 

Come mai, però, quando si tratta di acquistare un sito internet queste considerazioni non sono così ovvie ?
Perchè l'iter più tipico, nel caso dei siti web di moltissime aziende, è avvenuto e avviene esattamente al contrario!
Chi ha bisogno di un sito, infatti, quasi sempre trova subito normale rivolgersi e manifestare questa esigenza all'agenzia web di turno.
Cosa fa, a questo punto, l'agenzia - che non è una società di comunicazione - e non conosce (nè, spesso, le interessa conoscere) la storia, gli obiettivi e il target dei clienti/utenti dell'azienda?
Propone (e vende) al suo nuovo cliente un vestito, quasi mai senza verificare se è adeguato o meno alle esigenze e finalità di chi lo compra.
Propone, cioè, un template: un pò di scatole vuote di vari colori (site map con relative sezioni) affrettandosi, nel frattempo, a chiedere al cliente un congruo numero di foto - le scarpe non abbinate al vestito! - per riempire un pò di spazi vuoti.
Se il vestito/template proposto piace - a pelle - al cliente tanto da approvarne la realizzazione, l'incontro fra agenzia e committente si conclude con un generico "Noi andiamo avanti col progetto grafico/informatico, voi fateci avere anche un pò di testi da mettere dentro".
Tradotto: "Ora hai un nuovo vestito, mi raccomando, comprati subito anche un nuovo paio di scarpe (leggi immagini), anche se non sono proprio quelle del tuo numero, poco importa. Per quanto riguarda il fatto che ti stia davvero bene, metta in luce i tuoi lati migliori, ti aiuti a sentirti a tuo agio e a conquistare il tuo pubblico...beh, dai, non scherzare, non ti sembra di chiedere un pò troppo?!".
 

Qual è il risultato di questo bizzarro modo di lavorare fra agenzie web e committente?
Siti web con "vestiti decisamente fuori misura" delle aziende che li indossano, poco efficaci nel raggiungere gli obiettivi per i quali si è deciso di investire in una presenza on line.
Siti web omologati, poco chiari e interessanti, che non comunicano, senza comprendere e dare risposte convincenti a dei bisogni. 
Fatto che spiega molto bene le percentuali elevatissime di abbandono di cui risentono i siti in rete.  

Cosa può servire per distinguersi, invertendo con efficacia la rotta?
Imparare a comunicare - che non significa solo saper scrivere - intuendo e sapendo andare incontro alle esigenze dei propri potenziali lettori.
Sarà tempo per le aziende di rivolgersi ad un buon sarto (leggi esperto di comunicazione) per far realizzare un vestito web cucito su misura attorno ai propri contenuti di qualità?
 
 


    


        


  
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13.10.2011 12:28:56

Read more"Ci arrendiamo quando, finalmente, accettiamo l'idea che ci siamo sbagliati, piuttosto che insistere nel voler ancora dimostrare di avere ragione".

Nessuna citazione famosa: semplicemente, è quello che io intendo per felicità. Da un pò di tempo.
Da quando ho intuito che ci potesse essere un altro modo per vivere e vedere situazioni e persone: perchè il "solito modo" non funzionava bene, faceva acqua, non convinceva.
E così, dopo un percorso di ricerca, un bel giorno.. puff...la risposta è arrivata: chiara, lampante, semplice. E molto convincente. 
Così irresistibile per humor e leggerezza che non era proprio il caso di farsela scappare: scriverla mi è sembrato, perciò, un buon modo per ricordare.
L'ho tenuta nel cassetto per mesi, al sicuro, tutta per me, nel frattempo che continuavo a ripetermela ogni giorno come un mantra prezioso cercando di applicarla in pratica nella mia vita.
Oggi ho deciso di condividere questo mio pensiero sulla felicità: d'altronde, perchè tenere nascosto un modo di vedere che potrebbe essere utile anche a qualcun altro?
A darmi lo spunto è stata la prossima Lezione aperitivo Agape sul tema "Felicità e benessere con la Pnl".
Sarà quella l'occasione in cui, se qualcuno me lo chiederà, proverò a chiarire meglio il mio punto di vista; con l'augurio che il seme del "mettere in dubbio" arrivi a molti anche senza necessità di "sottotitoli".    

 

 

 

 


  
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06.09.2011 11:39:13

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E' appena il 6 settembre e posso già lavorare tranquilla almeno fino alle 16,30. Anche oltre, se volessi.
Posso farlo perchè mia figlia frequenta una scuola che mi permette questa libertà.
Un giorno di "rodaggio" ad orario ridotto e, già da oggi, via col tempo pieno, mensa, nanna e servizio custodia fino alle 19,30 inclusi. 
No, non siamo a Milano, siamo in Sardegna, all'Istituto Figlie di Maria di Sassari.
Una scuola efficiente, capace di organizzarsi tempestivamente per garantire un servizio essenziale a tutti quei genitori che non dispongono di nonni e parenti affini a cui affidare i propri figli nei lunghi tempi delle vacanze scolastiche.
Un bell'esempio di efficienza organizzativa e di attenzione alle esigenze del cliente, che merita di essere riconosciuto e valorizzato.
Soprattutto se si considerano le lungaggini e i disservizi delle altre scuole, non solo pubbliche.
Viene da chiedersi come mai, negli altri Istituti, si impieghino parecchi giorni per entrare a regime con le lezioni e, ancor più grave, come mai si arrivi ad ottobre prima di garantire il servizio mensa agli studenti.
Sarà che suor Stefania, l'attuale direttrice, ha santi in cielo che l'aiutano per far funzionare subito tutto e bene o, piuttosto, disservizi e disagi delle altre scuole sono indice di lacune gestionali e carenze organizzative?
Un grazie e un augurio di buon lavoro a tutto il personale, maestre e assistenti incluse.




 


  
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01.09.2011 07:59:44

Ovvero, le brillanti idee di marketing ambulante di due giovani spagnoli.

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Quanti venditori ambulanti vi son passati davanti, al mare, quest'estate?
Tanti, a volte troppi..."no, grazie, oggi non mi serve niente"...e via, di nuovo, svaniti come il vento nel grande stuolo di chi prova a venderti qualcosa...senza lasciare traccia.
E belle impressioni nella nostra mente.

Ma la giovane e sorridente coppia di Barcellona incontrata lo scorso sabato al mare, a Santa Teresa di Gallura, invece me la ricordo ancora bene. Eccome!
Anche loro erano in spiaggia; vendevano vestiti ma, insieme alla stoffa, vendevano il piacere di comprare e indossare quell'abito, proprio quello.
Prima di vendere, però, curavano il marketing: in modo premeditato, originale, organizzato, immediato.

Curavano il marketing espositivo: niente abiti ammucchiati, bensì il piacere di veder sfilare sulla riva una bella ragazza mora con indosso, di volta in volta, uno dei diversi modelli in vendita.
Curavano il marketing del prodotto: non un solo capo uguale all'altro, ma tanti vestiti dal taglio creativo ed insolito, con un'originale vestibilità, vestiti di quelli che non passano inosservati.
Curavano il marketing con le tecniche di vendita: zero insistenze esasperanti; zero piagnistei per spingerti, impietosito, all'acquisto; zero seccanti interruzioni del tuo relax al mare.
Curavano il marketing sul packaging: non una busta di plastica qualunque, piuttosto un grazioso sacchetto in cotone per portarti via, in modo chic, il vestivo appena comprato.
Curavano il marketing con le parole: non la solita, anonima etichetta, ma un allegro cartoncino colorato a cui avevano affidato un messaggio semplice, diretto e lieve, capace di accarezzare delicatamente la tua sensibilità.

E, prima ancora, avevano curato il marketing pianiificando: sul loro sito, d'inverno, con la pubblicazione in anteprima, di tutti i modelli della nuova collezione estiva.
Affinché fosse semplice, volendo, scegliere il proprio vestito preferito già prima di arrivare in spiaggia.

I due ragazzi spagnoli erano consapevoli di aver seguito un' eccellente strategia di marketing per vendere la loro mercanzia?
Non lo so.

So, però, che sono stati capaci di distinguersi.
Grazie anche al loro sorriso, al loro fare garbato, ai loro consigli discreti.
Distinguersi, d'altronde, aiuta a sopravvivere, migliorare, eccellere e...fare pure buoni affari!
Anche vendendo in spiaggia. 


Per i curiosi

Ecco il testo riportato sull'etichetta:
FRONTE: "Questo capo NON brilla senza sorrisi"
RETRO: "Ricorda che: la prima volta devi lavarmi da solo e senza mettermi a mollo (Consiglio Chapi:con acqua fredda). Sono fatto a mano per un essere umano felice. Comprendi le mie imperfezioni, sono quelle che mi rendono (o fanno) perfetto e unico."

SITO: www.mundoanoushka.com 





 


  
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24.08.2011 08:33:51

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Da business writer mi accorgo che la vigilanza sugli effetti della comunicazione scritta non si assopisce mai del tutto.
Neanche in vacanza.
A tenerla desta, d'altronde, quest'estate ci hanno pensato parecchi casi di "comunicazione disperata" nei quali mi sono imbattuta.
Disperata perchè trovare questi pessimi esempi di scrittura inefficace in materiali promozionali rivolti al turista  non può far altro, a mio avviso, che peggiorare la propria immagine, anzichè migliorarla.
E' il caso, ad esempio, di alcune pubblicazioni realizzate da alcuni paesi e strutture ricettive della Baronia per illustrare le proprie bellezze naturali e storiche ai vacanzieri.
La lettura è stata, in alcuni casi, esilarante.
Pubblicazioni che avevano l'ambizione di interessare e invitare a scoprire il territorio con testi che tutto erano tranne che convincenti, chiari e coinvolgenti. 
Errori ortografici, grammaticali e di sintassi, frasi slegate una dall'altra (frutto evidente di un famigerato "copia e incolla"), linguaggio più da tema scolastico che da comunicazione attenta ai bisogni del reader, ripetizioni e incongruenze semantiche.
Testi presentati, inoltre, con un'impaginazione grafica ideale per dare la zappa sui piedi ad ogni possibile e concreta velleità persuasiva di questo materiale divulgativo.
Font inusuali, sfondi scuri e caratteri arzigogolati, accozzaglie stilistiche nell'impaginazione, utilizzo, persino, di loghi anacronistici e di trovate grafiche stravaganti ("geniale" la soluzione della pubblicazione promozionale su Siniscola che, nella pagina dedicata a feste e sagre, rimanda ad un'immagine di copertina chi ha voglia di vedere la foto del falò di Sant'Antonio!).
Alcuni brevi esempi estrappolati qua e là:

- "Grandissimo lo sforzo del Comune e soprattutto del residente che mette a sua disposizione moltissimi servizi per ospitare ogni anno migliaia di turisti che affollano numerosi hotel, bed & breakfast, agriturismi e campeggi con camere": sopravvissuti alla lettura tutta d'un fiato, causa assenza di punteggiatura? Cioè, a  disposizione di se stesso?! Cosa si intende, esattamente, per campeggi con camere?  Avete capito quali sono questi "moltissimi servizi"? (Non se ne parla in nessun altro spazio del testo). Viene anche a voi da pensare pietosamente a questa popolazione e al suo lavoro disumano per far fronte a questa orda di vileggianti? (Fa quasi venir voglia di non caricarli di ulteriori sforzi con la nostra presenza!).

- "Scoprirete il luogo ideale dove trascorrere le proprie vacanze": senza parole.

- "...con le sue acque di sorgente che completano il luogo, da definire salutare, a 700 metri sul livello del mare...": sarebbe stato meglio completare diversamente la frase, piuttosto!

- "Che dire poi della nostra pasta fresca, lavorata con pazienza, fatta dei suoi semplici ingredienti, come semplice è la gente di questi luoghi": che dire, infatti? Ogni parola è superflua.

In mezzo a questo annaspare nel caos avvilente di parole in libertà, qualche valido caso di comunicazione suggestiva esiste!  
Concludo con un buon esempio di testo pubblicitario:

Il tuo sogno abita qui.
Le località più belle. Le case più prestigiose. Il servizio più completo. L'ospitalità più calda. 
xxxx nasce dall'amore per questa meravigliosa isola. Vieni e innamorati
."

Fra tutti questi possibili luoghi di villeggiatura, dove pensate che il turista che arriva in Sardegna abbia voglia di andare? :-)



  


  
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30.06.2011 08:15:21

Cosa potrà mai avere in comune un piatto di pasta con i contenuti di un sito?Read more
Niente, apparentemente.
Ma l'altra sera, a cena, ho capito invece che anche fra argomenti così diversi esiste un legame.
Me lo ha fatto capire Valentina, mia figlia (ah, i bambini, che grande fonte di apprendimento!), con le sue evidenti difficoltà nel mangiare il piatto di penne al salmone che aveva davanti.
Non perchè non le piacesse la pietanza, tutt'altro!
Semplicemente, la piccina faceva fatica a infilare in bocca e masticare bene la pasta in formato intero.
E così, poco dopo, proprio per assecondare meglio la sua golosità, ha chiesto di farsi tagliare a metà le penne intere che ancora avanzavano nel piatto.
Ci si dovrebbe aspettare, a questo punto, che la bambina abbia iniziato a mangiare le mini pennette una per volta.
Nient'affatto! L'aspetto straordinario sta proprio nel fatto che, contrariamente a ciò che uno si potrebbe immaginare, Valentina ha continuato a prendere con la forchetta la stessa precedente quantità di pasta: una penna per volta ma tagliata a metà, in due pennette più piccole.
E' lì che è nata la mia associazione (deformazione professionale!) con il modo in cui si presentano i testi sul web.
Contenuti e informazioni sono, in effetti, il cibo che dobbiamo masticare e digerire nel nostro navigare in rete.
Certamente, se "il piatto dei contenuti" (la sua forma, i suoi colori, le sue dimensioni) è invitante, è più facile che ci venga voglia di "mangiarlo".
Non è vero che sul web la gente non ha voglia di leggere.
Semplicemente, è esigente e disposta a interessarsi più facilmente a quei contenuti che per qualità e forma di presentazione rendono più semplice e piacevole la lettura.
Per questo è così importante un utilizzo corrretto di titoli, sottotitoli, microparagrafi, colori, link e grassetti.
Perchè, in fondo, il successo di una pagina web è identico a quello di un buon piatto: servono, sì, ingredienti di qualità ma è il modo in cui vengono amalgamati fra loro che fa la differenza!

 


  
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13.06.2011 07:41:13

Read moreCosa serve di più per far funzionare bene la coppia?
L'esuberante e vigorosa forza maschile o la delicata dolcezza tipica del gentil sesso?
Ferma determinazione o morbida flessibilità?
O, piuttosto, un armonioso mix di entrambi gli elementi?
Una coppia funziona quanto più sa integrare e valorizzare le differenze, quanto più sa utilizzare il lato migliore di entrambi per costruire un'identità più bella, attraente e felice di quella dei singoli. 
Non considera uno più importante dell'altro, perchè entrambi, sia l'uomo che la donna, sono necessari per vivere bene in coppia. 
Questo dovrebbe valere anche per lo spinoso dilemma "In un sito, meglio le immagini o i contenuti?".
Meglio entrambi, rispondo sempre.
Meglio entrambi, in base al tipo di contesto e di attività.
Perchè il sito di un hotel con dei testi coinvolgenti ma senza foto adeguate, non può convincerti...
Ma anche perchè tante foto meravigliose dello stesso hotel senza contenuti interessanti, aggiornati e facili da leggere, capaci di far accendere il desiderio di essere lì in vacanza, non bastano da sole per spingerti a prenotare...
L´osservazione delle abitudini dei navigatori di Internet indica, infatti, che il loro interesse per le informazioni contenute nei testi è molto alto.
La visita ad un sito web è sempre finalizzata alla ricerca di informazioni per il lavoro, il tempo libero o per curiosità personale.
Ecco perchè, se le immagini sono l'elemento che ti apre la strada, le parole sono ciò che ti spinge a proseguire anzichè passare oltre.


 


  
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06.06.2011 10:33:22

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Non passerò le mie prossime vacanze al camping Cala Ginepro.
Non più, perlomeno, dopo la scoraggiante esperienza di visita al loro sito, ieri.
Domenica piovosa, ieri a Sassari, nonostante siamo a giugno e in Sardegna, per di più.
Quale situazione migliore per evadere, se non quella di sognare e programmare le vacanze estive in campeggio, fra il sole ed il mare della nostra isola?
Bè, non ho dubbi, per quest'anno: vado al Cala Ginepro, a Orosei, la spiaggia è bellissima, le piazzole in ombra, grazie ad una meravigliosa pineta.
Vado sul sito, voglio verificare subito la disponibilità e prenotare.
Mi accoglie la home di un sito "fatto in casa", spartana e schematica, niente che, a parte la foto della veduta aerea del camping, mi aiuti a iniziare a vivere quel sogno promesso dalle due righe di testo sovraimpresse sull'immagine.
Sarà il caso di andare oltre, mi dico.
Vedo una sezione che fa al caso mio: DATA APERTURA PRENOTAZIONI E MODALITA' STAGIONE ESTIVA 2011!!
Così tanta enfasi per indicare periodo e condizioni di prenotazione? Non avevo mai considerato che informare su tempi e procedure di prenotazione fosse una notizia così clamorosa da meritare ben due punti esclamativi!
Ci clicco sopra, finisco in un documento allegato dall'appeal grafico altamente discutibile che non manca di riproporre subito due cari punti esclamativi in fondo alle condizioni di prenotazione.  
Effettivamente, leggendo il seguito, inizio a pensare che due segnali di esclamazione sono pochi per giustificare il mio stupore per il tono perentorio con cui si indicano i termini di prenotazione del soggiorno.
Ecco un estratto del testo:

 

Condizioni di prenotazione!!

 

NB:Larichiesta di prenotazione  potrà essere effettuata SOLAMENTE tramite ;

 

 

INTERNET ( prenotazione ON LINE ) DAL SITO www.campingcalaginepro.com

La risposta ( sia positiva che negativa ) sarà immediata o al massimo entro e non oltre i 3 giorni dalla data di richiesta del cliente.
La prenotazione sarà confermata solo al ricevimento della caparra, entro e non oltre 10 giorni dalla data di conferma prenotazione che sarà pari al 30% della spesa totale di soggiorno, superato tale termine la prenotazione si intende automaticamente ANNULLATA.
Una volta ricevuta la caparra sarà inviata copia di conferma da sottoscrivere e dovrà essere rispedita al Camping. La caparra potrà essere effettuata tramite:      

 

Che ve ne pare?
Un testo più da direttive impartite da un burocrate vecchio stampo piuttosto che da una struttura ricettiva che vuole agevolare i clienti a prenotare, non vi sembra?
Notate quel tono minaccioso nelle parole scritte tutte in maiuscolo? Più un monito a lasciar perdere che a proseguire.
Soprassiedo ancora (anche su quella caparra da effettuare piuttosto che da versare :-) ) e mi spingo verso la sezione prenotazioni per verificare la disponibilità di una piazzola per luglio.
Curioso caso di disponibilità al contrario: posso arrivare il 18 (la data è cliccabile) ma non posso andarmene il 30 (la data partenza è depennata).
Il camping è già pieno, col tutto esaurito? Dovrei telefonare, chiedere spiegazioni, ma quel SOLAMENTE cos' in evidenza per le richieste di prenotazioni mi mette soggezione e mi affatica.
Scelgo la via più semplice: passerò oltre e, anche per quest'anno, tornerò al mio caro solito campeggio in Ogliastra.

 
 

 

 

 

 


  
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06.06.2011 07:52:44

Benvenuti nello spazio blog di Agape. Read more
Qui pubblicheremo informazioni, materiale didattico e nostre riflessioni su argomenti relativi alle nostre aree di attività.
E' una sfida con noi stessi per conciliare i nostri impegni lavorativi con l'esigenza di condividere con altri anche contenuti utili e interessanti.
Per questo, prima di tutti gli altri, ci facciamo un in bocca al lupo da soli per l'inizio di questa nuova e, speriamo, avvincente avventura in rete!

 


  
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