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Father & sons: soluzioni “da favola”

22 novembre 2011

Fiabe strategicheSappiamo tutti che le favole sono, da sempre, un fantastico strumento per incantare i bambini piccoli e…grandi.
Quello che non tutti sanno è che attraverso le favole il nostro inconscio può imparare come farci affrontare ostacoli e difficoltà, generando in noi cambiamenti.
Purchè le storie che raccontiamo siano costruite ad arte.

Lo sapeva bene Walt Disney, che ha modificato diverse fiabe tradizionali perché troppo cruente o perché senza lieto fine (e anche, naturalmente per esigenze sceniche): attraverso i suoi cartoni, Disney diffonde, infatti, l’idea di impegnarsi per realizzare i propri sogni.
Questo lo sanno anche tanti altri autori di fiabe (mia figlia, ad esempio, si fa “accompagnare” volentieri da “Topo Tip” di Marco Campanella) che scrivono storie mirate per aiutare i nostri bambini ad imparare valori e strategie fondamentali della vita, come il coraggio, la solidarietà, la capacità di ascoltare, la fiducia, il credere in se stessi…

Qualche volta, è capitato anche a me di inventare una storia per aiutare mia figlia a superare momenti di impasse.
Una notte, in particolare, mia figlia ha sognato “i mostri”. Ovviamente, mi ha chiesto, urlando, di correre in suo aiuto. E, subito dopo, di essere ospitata nel lettone. Potevo fare diverse cose, la più semplice delle quali era portarla nel lettone… 

Ma le avrei dimostrato che per superare le sue paure ha bisogno di mamma e papà.
Allora, innanzitutto, le ho detto: “Ormai sei grande e sai bene che i sogni non sono la realtà, e che i mostri non esistono. Quindi puoi chiudere gli occhi e riprendere a dormire: babbo e mamma sono vicino a te, nell’altra stanza“.
Nonostante le mie parole e la mia calma serafica, però, mia figlia insisteva ed era visibilmente impaurita: aveva bisogno di imparare velocemente almeno una strategia per affrontare la paura.
A questo punto, non so come ho fatto ad improvvisare alle due di notte, ma le ho raccontato questa storia:

C’era una volta un bambino, simpatico, vispo e un po’ birichino.
Questo bambino era molto curioso e, col suo babbo e la sua mamma, si divertiva un mondo a scoprire le cose belle della vita, e aveva già imparato tantissime cose.
Una notte, il suo babbo lo sentì urlare: corse nella stanza da letto del figlio e lo trovò spaventatissimo.
“Cos’è successo?” gli chiese. “Ho sognato un mostro!” rispose il bimbo, “Un mostro bruttissimo. Il più brutto mostro che si possa immaginare!!! Portami nel lettone, babbo: ho davvero tanta paura.”.
Il suo babbo, però, decise di dirgli che poteva stare tranquillo; accesa un attimo la luce, gli fece vedere che nella stanza non c’erano mostri.
Poi aggiunse: “Vuoi che ti insegno un trucco per fare sparire i mostri?”.
“Certo”, rispose il bambino.
“Quando vai a letto, prima di addormentarti, pensa a tutte le cose belle che hai fatto o che vorresti fare: pensa ai tuoi giochi più belli, ai maghi, ai principi, alle fate e a tutte le persone a cui vuoi bene. E se proprio arriva un mostro, anche se ti viene un po’ di paura, ricordati che puoi decidere tu cosa fargli fare: minaccialo di buttarlo fuori dalla stanza…”
A questo punto, mia figlia ha iniziato ad inventarsi tutte le possibili torture alle quali sottoporre quel (povero) mostro…. la fiaba si è, quindi, arricchita di una serie di torture, degne della Santa Inquisizione, alle quali sottoporre gli ex-mostri.
“E da quel giorno, quel bambino capì di saper fare andare via i mostri. Ogni tanto, qualche mostro tornò da lui cercando di farlo spaventare… ma fuggì a gambe levate!!!  E vuoi sapere chi era quel bambino? Ero io”.

Questo finale a sorpresa è piaciuto molto a mia figlia: il giorno dopo, infatti, ha subito voluto che le raccontassi ancora una volta la storia, anzi le storie.
Si, perchè mi ha chiesto di raccontarle anche la sua storia, di come è stata brava a sconfiggere i mostri dei suoi brutti sogni. 
E lo ha fatto davvero!!!
La notte seguente, infatti, ha fatto ancora un altro brutto sogno ma, stavolta, si è rigirata dall’altra parte nel letto e, da allora, gli incubi sono praticamente passati.

Forse siete curiosi di conoscere i principi in base ai quali ho strutturato la storia.
Se è così, teniamoci in contatto: li spiegherò brevemente nel prossimo blog di “Father & sons”.