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Hai 5 minuti per osservare il tuo respiro?

9 gennaio 2015

Suggerimenti pratici per rilassarsi e concentrarsi con la respirazione 

Spesso, quando dimentichiamo che possiamo essere solo qui e ora, inseriamo il pilota automatico nel nostro vivere quotidiano: questo ci aiuta sicuramente a risparmiare energia nell’agire ma a scapito dell’attenzione rispetto alle cose che facciamo.

Spesso, col pilota automatico inserito, diminuisce perciò la nostra consapevolezza e, questo, ci mette nelle condizioni di correre più rischi di sbagliare e di rendere meno efficaci le nostre azioni.

Spesso, quando siamo meno efficaci siamo meno gratificati e soddisfatti di noi stessi: peggiora così il nostro stato d’animo.

Fra i possibili modi per migliorare lo stato d’animo con cui affrontiamo le situazioni, dedicare qualche minuto a osservare il proprio modo di respirare è uno dei più pratici e immediati.
La semplice e distaccata osservazione del proprio respiro è già sufficiente, infatti, per riprendere rapidamente contatto con sè stessi e lasciar andare tensioni e impulsi compulsivi ad agire, a tutto vantaggio della lucidità di pensiero e di azione.

Se volete farne esperienza, ecco un semplice esercizio (tempo richiesto: 2-5 minuti) che vi aiuterà ad iniziare in modo semplice il percorso per migliorare la vostra capacità di concentrarvi e rilassarvi.
Un esercizio che, se ripetuto e fatto con attenzione, vi aiuterà a fare uno dei passi più importanti per capire come il respiro influenza (ed è influenzato da) i nostri stati d’animo.

1^ Fase: Osservare il respiro senza giudicarlo

Sedetevi comodamente o stendetevi e passate 1-2 minuti ad osservare come state respirando. E’ veramente importante continuare a respirare come viene, senza giudizi e senza cercare di modificare il respiro: lasciatelo libero di esprimersi così com’é.
Questa fase di osservazione distaccata basterebbe già da sola: infatti, il nostro corpo è anche capace di imparare da solo quello che gli serve.
Se volete, però, accelerare il processo di apprendimento, consiglio di provare a mettere in pratica anche la seconda fase. 

2^ Fase: Descrivere il proprio respiro

Per portare ancora più consapevolezza, continuate a respirare naturalmente e concentratevi su questi aspetti (dedicate un minimo di 1 minuto alle risposte):

  • La respirazione è lenta o veloce?
  • E’ profonda ed ampia oppure è superficiale e limitata? 
  • E’ regolare o irregolare?
  • Avvolge tutto il corpo o ne coinvolge solo una parte?
  • Ha un colore? Segue un flusso o ha un movimento, ad esempio, circolare?
  • C’è una qualche correlazione tra il vostro stato d’animo ed il vostro modo di respirare?

Tenete presente che, nello spirito dell’essere osservatore, non esiste giudizio e, quindi, non ci sono risposte giuste e risposte sbagliate e addirittura, per alcune domande potrebbe anche non esserci una risposta. Non c’è nemmeno una respirazione che va bene ed una che va male, c’è solo una respirazione di cui è bene essere consapevoli.

3^ Fase: Cosa posso apprendere dal mio respiro

A questo punto, potete concentrarvi sugli apprendimenti, se avete tempo e voglia.

  • C’è qualche variazione nella vostra respirazione che, istintivamente, vi viene di apportare? Che effetto ha sul vostro stato d’animo e sulle vostre sensazioni fisiche (fisiologia)?
  • Cosa succede se provate a respirare nel modo esattamente contrario?
  • Cosa avete imparato, a questo punto, sulla respirazione?
  • C’è qualcosa che potete fare per mettere a frutto questi apprendimenti?

In attesa del prossimo articolo… trattenete il fiato!  

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