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La formazione rende liberi? Un feed back sul 3° meeting nazionale AIF Junior

7 luglio 2011

L’ultimo fine settimana di giugno ho avuto il piacere di collaborare alla realizzazione del III Meeting Nazionale AIF Junior, il gruppo giovani dell’Associazione Italiana Formatori.
Il meeting, dal titolo “La formazione rende liberi?”, si è svolto in Sardegna ed esattamente a Santadi, nell’ex carcere del paese.
L’idea di affrontare il tema su formazione e libertà è nata proprio da questo curioso antefatto, legato alla sede scelta per l’evento.

Come essere formatori liberi e, soprattutto, capaci di aiutare i propri clienti a liberarsi?
Queste domande sono state il filo conduttore intorno a cui sono state organizzate tutte le attività formative.
La sfida è, ovviamente, personale, dal momento che è facile, prima o poi, ritrovarsi chiusi dentro la propria gabbia (limiti e vincoli) individuale.
Ma per un formatore, capire come uscire dalla “gabbia” è un passo fondamentale per poter aiutare in maniera adeguata anche altre persone a sfuggire a limitazioni e condizionamenti.

Come un buon corso di formazione che si rispetti, il meeting ha sviluppato questa tematica in maniera ludica e leggera, utilizzando anche il metodo della formazione esperienziale.
Cosa, infatti, più del gioco può aiutare ad apprendere e a dare il meglio di se stessi?
E’ così che io e gli altri colleghi del gruppo organizzatore – Carla, Carlo, Gianni e Sara – ci siamo divertiti a costruire un “percorso liberatorio” suddiviso in tre tappe:

  1. “Le mie prigioni”:  fase di autoesplorazione sui propri limiti (le catene)
  2. “Cast away”: individuare le strategie per andare oltre questi vincoli
  3. “Le ali della libertà”: costruire il proprio personale progetto di libertà

Personalmente ho condotto, il sabato pomeriggio, ll modulo esperienziale “Giochi senza frontiere”, divertente “remake artigianale” della famosa kermesse televisiva degli anni 70.
Le divertenti competizioni sulla sabbia, nella splendida cornice della spiaggia di Porto Pino, dei tre gruppi di partecipanti sono state un’interessante metafora per individuare strategie e linee guida efficaci su come essere o diventare più liberi.
Fra caccie al tesoro, gare canore, mosca cieca e costruzione del pupazzo Wilson (famoso co-protagonista del film Cast Away) i giovani formatori hanno dato vita, col loro entusiasmo, a una coinvolgente esperienza formativa facendo brillare il potere del divertimento e della motivazione.
Un entusiasmo che ha contagiato anche noi dello staff,a nome del quale ringrazio tutti i giovani colleghi per il gioco, l’allegria e l’emozione che sono stati capace di trasmettere anche a noi.

Wilson - Dal film "Cast Away" -