• Chiamaci: (+39) 079 233476
  • info@agapeconsulting.it

Viene prima il vestito o chi lo indossa?

27 ottobre 2011

Comprereste mai un vestito a scatola chiusa, senza tener conto delle esigenze di chi deve indossarlo? 
Senza tener conto se chi deve portarlo è un uomo o una donna, se è piccolo, giovane o vecchio, alto o basso, magro o un pò in carne, biondo oppure moro, se predilige i colori chiari o quelli scuri.
Senza tener conto di qual è l’uso che se ne vuol fare: quali saranno, cioè, le occasioni per metterlo, il contesto e le persone a cui lo mostrerete indossato, quale bisogno (comfort, eleganza, glamour?) prevale.
Domanda sciocca e dalla risposta più che scontata?
Se rimaniamo in tema di vestiti, quasi certamente si!
 

Come mai, però, quando si tratta di acquistare un sito internet queste considerazioni non sono così ovvie ?
Perchè l’iter più tipico, nel caso dei siti web di moltissime aziende, è avvenuto e avviene esattamente al contrario!
Chi ha bisogno di un sito, infatti, quasi sempre trova subito normale rivolgersi e manifestare questa esigenza all’agenzia web di turno.
Cosa fa, a questo punto, l’agenzia – che non è una società di comunicazione – e non conosce (nè, spesso, le interessa conoscere) la storia, gli obiettivi e il target dei clienti/utenti dell’azienda?
Propone (e vende) al suo nuovo cliente un vestito, quasi mai senza verificare se è adeguato o meno alle esigenze e finalità di chi lo compra.
Propone, cioè, un template: un pò di scatole vuote di vari colori (site map con relative sezioni) affrettandosi, nel frattempo, a chiedere al cliente un congruo numero di foto – le scarpe non abbinate al vestito! – per riempire un pò di spazi vuoti.
Se il vestito/template proposto piace – a pelle – al cliente tanto da approvarne la realizzazione, l’incontro fra agenzia e committente si conclude con un generico “Noi andiamo avanti col progetto grafico/informatico, voi fateci avere anche un pò di testi da mettere dentro”.
Tradotto: “Ora hai un nuovo vestito, mi raccomando, comprati subito anche un nuovo paio di scarpe (leggi immagini), anche se non sono proprio quelle del tuo numero, poco importa. Per quanto riguarda il fatto che ti stia davvero bene, metta in luce i tuoi lati migliori, ti aiuti a sentirti a tuo agio e a conquistare il tuo pubblico...beh, dai, non scherzare, non ti sembra di chiedere un pò troppo?!”.
 

Qual è il risultato di questo bizzarro modo di lavorare fra agenzie web e committente?
Siti web con “vestiti decisamente fuori misura” delle aziende che li indossano, poco efficaci nel raggiungere gli obiettivi per i quali si è deciso di investire in una presenza on line.
Siti web omologati, poco chiari e interessanti, che non comunicano, senza comprendere e dare risposte convincenti a dei bisogni. 
Fatto che spiega molto bene le percentuali elevatissime di abbandono di cui risentono i siti in rete.  

Cosa può servire per distinguersi, invertendo con efficacia la rotta?
Imparare a comunicare – che non significa solo saper scrivere – intuendo e sapendo andare incontro alle esigenze dei propri potenziali lettori.
Sarà tempo per le aziende di rivolgersi ad un buon sarto (leggi esperto di comunicazione) per far realizzare un vestito web cucito su misura attorno ai propri contenuti di qualità?