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È tempo di… scegliere! … per tutti quelli che “non hanno mai tempo”

8 marzo 2008

Si sa che i tempi cambiano, sappiamo che la nostra società è cambiata rispetto ad
un passato non così lontano…ed in effetti, chiunque riconosce che il nostro stile di
vita è ben diverso rispetto a quello dei nostri nonni.

Ma, in un mondo che abbonda sempre più di beni e servizi disponibili, un numero
sempre maggiore di persone avverte una grave carenza: quella del tempo. La
nostra si può connotare, insomma, come una ricca società, povera, allo stesso
tempo, di tempo!

“Non ho tempo”: frase ormai mitica, abusata, entrata a far parte del linguaggio
quotidiano di tanta gente che, nelle circostanze più diverse, la pronuncia facendo
trapelare quasi un senso di impotenza, di frustrazione al pensiero di non riuscire ad
“imbrigliare” questo tempo così tiranno.

Un tempo, per l’appunto, tiranno ed insieme dispettoso, sempre in vena di scherzi,
un tempo che volando (forse possiede delle grandissime ali?!) ci passa sotto il naso
senza che si riesca mai ad acchiapparlo, sempre un po’ più veloce di noi…senza che
ci dia mai il tempo di farlo nostro!

Anche chi scrive ha fatto parte del grande fans club dei “non ho tempo”, ma da un
po’ di tempo, per l’appunto, ho smesso di “pagare” la tessera di socia sostenitrice
del Club.

Dopo pochi incontri del mio percorso di Coaching, è emerso l’equivoco nel quale ero
cascata (forse “per colpa” del tempo di riflessione che non ci avevo mai dedicato?!).
E così, in pochissimo tempo, mi sono accorta che il tempo è sempre lì, immutato nei
secoli, fatto di secondi, ore, giornate, anni…di un’intera vita, insomma. Ho capito la
preziosità di ogni istante, la possibilità che ognuno ha di poter decidere, di poter
scegliere, proprio in quell’attimo, cosa fare di quel tempo.
E così ho avuto chiarezza del fatto che non è tanto il tempo ad essere di meno oggi,
ma piuttosto è di più la quantità di opportunità di scelta che abbiamo.
Detto in altre parole, è chiaro che se mio nonno passava gran parte della sua
giornata lavorando (di norma, ben più delle 8 ore attuali), nel suo tempo libero
sceglieva, magari, se giocare a carte con gli amici a casa o incontrarli in un bar, e il
discorso finiva lì, la scelta era presto fatta, dato il numero limitato di opzioni
disponibili.

Ma se mio nonno si trovasse a dover fare la stessa scelta oggi, è probabile che un
po’ si sentirebbe in crisi all’idea che, però, voleva anche, che ne so, navigare su
internet (e magari “chattare” con i suoi amici virtuali)…e poi fare pilates in
palestra…e poi vedere quel fantastico film al cinema…e poi andare a fare shopping
nel nuovo centro commerciale…e poi fare un corso per migliorare il suo inglese…e
poi fare un bel viaggetto (magari di quelli last minute da cogliere al volo)…o ancora
giocare con la play station…o, a volte, soltanto guardare un po’ di tv in poltrona o…
inviare sms…senza dimenticare, d’estate, i bagni al mare…o un’infinità di altre cose
tutte interessanti da fare!

Peccato (o per fortuna?!) che per potersi dedicare a tutte queste nuove cose da fare
il mio fantastico nonnino avrebbe, oggi, esattamente lo stesso tempo di cui
disponeva 80 anni fa!

E allora quale strada seguire, quella di disperarsi e lamentarsi per l’impossibilità di
poter fare, nello stesso tempo, tutto ciò o, invece, rallegrarsi per il fatto che oggi le
possibilità di scelta sono ben maggiori e ci permettono di coltivare più interessi, di
conoscere mondi che prima rimanevano sconosciuti ai più, di avere più
gratificazioni?

Personalmente ho scelto di seguire questa seconda strada: il mio allenamento
quotidiano consiste, oggi, nel prendermi prima il tempo necessario per decidere
come pianificare la mia giornata, il mio tempo libero, il mio lavoro e così via. Ma il
criterio che seguo è ben diverso rispetto al passato: anziché sentirmi travolta dalla
quantità di cose che prima pensavo di dovere o volere fare, ora mi permetto di
scegliere valutando in base a tutto il ventaglio delle possibilità che ho, decido
partendo da ciò che, sempre per me, è prioritario in quel momento, da quello che
ritengo più importante o, a volte, più urgente, o conveniente. L’obiettivo non è più
quello di accumulare esperienze in maniera forsennata, quanto piuttosto di
rispettare il più possibile il mio “sistema ecologico”. Rispettare quell’equilibrio che mi
permette di assaporare appieno ogni esperienza, che acquista così un notevole
valore aggiunto perché frutto di una scelta compiuta con chiarezza e lucidità.

Onestamente devo ammettere che ci sono situazioni in cui mantenere questo
approccio sembra più complicato o più faticoso, e la tentazione a ricadere nei vecchi
comportamenti è forte. Ho potuto verificare, però, che un training costante fatto di
pazienza, di sana autoironia e di utilizzo degli strumenti di valutazione che ho ora a
disposizione, è la formidabile ricetta che mi permette di allontanare (o forse
acchiappare?!) questo famigerato “tempo fantasma”!