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Guardare ma…non comprare!

29 ottobre 2012

 

A quali logiche risponde la vendita nella grande distribuzione?
A valutare la mia esperienza di ieri sera in uno di questi negozi, più a quella dei “migliori” uffici statali ad alto tasso di burocrazia  che a quello di un’azienda che ha il profitto e la soddisfazione del cliente come suo core business.

In breve: in una domenica improvvisamente più che autunnale, sfido il freddo e la pioggia per andare alla ricerca di un orologio da parete senza pretese che possa sostituire (proprio nel giorno in cui l’ora solare ci “regala” qualche attimo in più di tempo) quello deceduto qualche giorno prima, dopo anni di onorata attività.
Con fare deciso mi dirigo in uno dei maggiori punti vendita di oggettistica per la casa della città, noto anche per la sua economicità; ed in effetti, tempo pochi minuti, individuo ad un prezzo onesto l’orologio a cui sarei ben contenta di dare il benvenuto nella mia casa: è lì, semplice e funzionale (con anche i numeri in bella vista, che bello!), appeso in parete insieme a tanti altri di fogge e colori diversi.
Ok, ho deciso, lo compro: non lo trovo però in confezione in scaffale; chiamo allora l’addetto per verificare se ce l’ha disponibile in magazzino; tutt’al più, penso io, farò poco la choosy  (è così di moda, d’altronde!) e prenderò quello esposto.
Ma, tempo qualche minuto, mi rendo conto di aver fatto i conti senza le rigide regole commerciali del grande brand: ferree e decisamente poco elastiche, vietano in modo tassativo al commesso di vendermi l’orologio da me scelto perchè obbligato a tenerlo in esposizione, pur non avendone scorte disponibili per la vendita prima di un paio di settimane (data presunta in cui avverrà un nuovo rifornimento di quell’articolo in magazzino).  
Mentre sto per apprestarmi, questo pomeriggio, a cercare il mio orologio da qualche negoziante più volenteroso ed elastico nella vendita, mi chiedo: 

  • Qual è il senso di tenere un articolo esposto se, poi, il cliente non può acquistarlo? 
  • Quale idea vi fate di un’azienda che vi fa desiderare qualcosa e poi fa di tutto per non aiutarvi a realizzare il vostro acquisto?
  • Avreste la pazienza di aspettare e la voglia di ritornare a comprare quell’orologio dopo settimane?
  • Ma il commercio è, davvero, in crisi (se si permette di farsi scappare una vendita certa per quisquilie organizzative)?

Essere semplici, a volte, è una cosa così complessa…