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La chiave della felicità? A volte arriva sulle ali di un pipistrello…

19 luglio 2012

Può un pipistrello che irrompe in casa improvviso avere qualcosa di straordinario da insegnare?
Grazie a mio marito, a me ieri sera, si. 

Una calda sera d’estate: finestre aperte in casa ad accogliere il fresco della notte. Ma anche ad intercettare e intrappolare fra le mura di una stanza il volo notturno di un pipistrello.
In casa, oltre a me, mio marito e la nostra piccola.

Come avrei affrontato io da sola la visita fuori programma di questo nero (e per me un po’ repellente) mammifero volante?
Agitarmi, gridare prima, correre, poi, in preda allo scompiglio fuori dalla stanza sarebbe stato il mio modo istintivo di “affrontare” il “problema”.
Perdendo, così, il controllo di me stessa e della situazione.
Le emozioni scatenate dalla sgradita presenza del piccolo animale notturno avrebbero, cioè, finito per intrappolarmi: paura, impotenza, rabbia mi avrebbero, di fatto, impedito di mantenere lucidità e di dare un buon esempio utile a tranquillizzare anche mia figlia. 

Con mio marito questo non è successo.
Niente scope, bastoni o brandelli di tela per tentare di cacciarlo via; niente urla, sforzi e via vai per gestire il possibile spavento mio e della bambina.
Semplicemente, poche indicazioni rapide da parte sua e, in una manciata di secondi, porta della stanza chiusa, luci spente e invito ad osservare l’evolversi della situazione sbirciando fra le losanghe a vetri della porta.
E nell’attesa, lì in corridoio, scopriamo il perchè di questa scelta: col buio – senza riflettori e attenzioni puntate addosso – aiutiamo il piccolo volatile (scopriamo, più spaventato di noi per essere finito fuori rotta rispetto al suo habitat!) a trovare più facilemte e velocemente l’apertura per volar via.
Questo, in effetti, è ciò che è accaduto: per prima, è stata proprio nostra figlia a rendersi conto che il pipistrellino aveva preso il volo, finalmente libero.

Cosa  ha di straordinario tutto ciò?

L’approccio calmo, presente e distaccato di mio marito: lo stesso che sarebbe necessario adottare nei confronti dei pensieri ed emozioni che invadono la nostra mente. 
Lo stesso proposto, ormai da millenni, da grandi saggi, tradizioni iniziatiche, scuole di crescita personale e spirituale.
Una strategia che consta di pochi, essenziali passaggi:

  • Prendere consapevolezza di ciò che sta avvenendo: l’arrivo del pipistrello, ovvero di ogni nuovo pensiero od emozione
     
  • Distaccarsi e permettere: la porta che funge da elemento distanziatore ma che gli lascia spazio, il buio che aiuta a distogliere l’attenzione; ovvero, prendere le distanze e non fare nulla, senza voler costringere emozioni o pensieri a spostarsi o a essere diversi da ciò che sono in quel momento
     
  • Osservare e godersi lo spettacolo: il nostro sguardo sereno e curioso dietro al vetro, ovvero trasformarsi da attori in spettatori dello show che la mente sta proiettando, senza crederci e prenderla troppo sul serio  

Comprendere e applicare ogni giorno queste semplici strategie può davvero fare la differenza se si vuole percorrere il sentiero della felicità.
Osho, mistico e guru spirituale indiano, sosteneva che disidentificarsi dalla mente è una delle più grandi benedizioni che possano capitare nella vita di una persona. 
Quella stessa vita che, col suo costante insegnamento, può offrirti l’opportunità di apprendere qualcosa di infinitamente grande grazie alla visita non annunciata di un piccolo pipistrello in casa!
🙂