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Il mio capo mi tratta male. 2 semplici strategie per gestire diversamente i suoi sfoghi

16 marzo 2017

Come comunicare con un capo arrogante

Come gestire un capo arrogante.

Comunicare con un capo arrogante. 2 strade possibili.

In 20 anni di lavoro in aula con dipendenti di aziende ed enti, mi sono imbattuto diverse volte in una classica lamentela: “Purtroppo le cose non funzionano perché il mio capo (direttore, responsabile, datore di lavoro…) mi odia, ce l’ha con me, mi risponde male, è sempre pronto a criticarmi, è contento se riesce ad umiliarmi…”.

Subire in modo ripetuto critiche, rimproveri e battute pungenti da parte del proprio superiore (ma anche di un collega) non fa bene: genera stress e malessere, e toglie entusiasmo e motivazione riguardo al proprio lavoro. Disagi che, è evidente, si ripercuotono innanzitutto sulla produttività personale del lavoratore e, di conseguenza,  anche su quella della stessa azienda.

Ci sono dei modi per imparare a gestire con più efficacia queste situazioni e arginare i comportamenti arroganti?
2 sono le strade possibili che, in genere, indico ai partecipanti ai miei corsi quando mi pongono domande di questo tipo:

  • Partire dal presupposto che sei una vittima e che, quindi, non puoi farci niente o quasi
  • Partire dal presupposto che la situazione può migliorare, cambiando qualcosa nel tuo modo di fare e di relazionarti

Naturalmente, la seconda ipotesi è quella che preferisco e su cui ben volentieri do una mano a chi vuole trovare una soluzione efficace per affrontare il suo problema di relazione.
A questo scopo, sono proprio le competenze e le strategie di comunicazione a fornirci un validissimo aiuto.
Come?

Una prospettiva diversa: empatia ed ascolto

Se hai un rapporto conflittuale con un tuo superiore, puoi provare a mettere in atto almeno una di queste due strategie:

  • Mettiti nei panni del tuo capo.
    Può sembrare strano, ma provare a immaginare qual è il suo stato d’animo, cosa prova, cosa vuole ottenere quando si comporta e ti parla in quel modo che a te non piace è una strategia che può aprirti ad altri punti di vista e darti risposte riguardo a comportamenti altrimenti inspiegabili.
  • Concentrati sui contenuti.
    Ascoltalo distinguendo fra ciò che ti dice e come te lo dice. Presta attenzione ai contenuti del suo messaggio, in modo da verificare se ci sono degli elementi su cui sei attaccabile (perché, ad esempio, ti accorgi di essere in difetto). Nel farlo, usa l’ascolto attivo, in particolare facendo domande specifiche per capire meglio e chiarire equivoci e punti poco espliciti.

 

Empatia ed ascolto sono 2 semplici strategie di comunicazione che ti saranno utili tutte le volte in cui, lasciando da parte l’impulso dell’emozione personale  (risentimento, senso di offesa, umiliazione, rabbia…) sarai disposto a cambiare approccio e prospettiva, concentrandoti di più sugli elementi che possono aiutarti a vedere e capire le cose in modo diverso e più chiaro.

Vuoi provare a fare un passo avanti in più per provare a migliorare la relazione col tuo capo?
In quest’altro articolo “Stop alle arroganze al lavoro! Usa l’assertività per gestire le esuberanze di capi e colleghi.” trovi almeno 3 modi assertivi per parlare col capo, salvaguardando rapporto umano e autostima. Sperimentali e verifica se e cosa è cambiato nella vostra relazione.