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Sarà la scelta giusta? Strategie in pillole per prendere buone decisioni

8 marzo 2008

Spesso, durante la mia attività di Formatore e Coach, mi trovo ad aiutare i miei clienti su come prendere “buone decisioni”. In realtà, nessuno può dire a priori se una decisione è una “buona decisione”: si può sapere di aver compiuto la scelta giusta solo nel tempo, valutando le conseguenze che quella decisione ha prodotto.

Le conseguenze relative alle nostre decisioni, infatti, ci dicono molto della qualità delle scelte compiute. Qualità che tiene conto di diversi e importanti fattori, quali:

  • Lo stato d’animo con cui decidiamo. Normalmente, le migliori decisioni si prendono rilassati e sereni.
  • Il processo di decisione. Un buon metodo di decisione è composto dalla concatenazione di diversi elementi fra loro: definire l’obiettivo che si persegue, analizzare il contesto, valutare la possibilità di scelte alternative di azione, anticipare i possibili problemi, prevedere le possibili soluzioni e…le possibili conseguenze.
  • La congruenza della decisione. Ogni decisione dovrebbe rispettare il principio della coerenza: coerente, perciò, con la nostra identità, con i nostri valori, con le nostre emozioni, con i nostri desideri, con le competenze che abbiamo e con il contesto del quale facciamo parte.
  • La conoscenza del contesto. Spesso sono sufficienti davvero poche informazioni per decidere, ma per una buona decisione è bene essere informati su ciò che ci serve sapere.
  • Il tempo dedicato alla presa di decisione. Il tempo per decidere dovrebbe essere ridotto al minimo: le decisioni prese con tempi dilatati spesso perdono di efficacia e, soprattutto, consumano molte energie, generano dubbi ingiustificati…. Il tempo da investire quando si decide dovrebbe essere minimo e riguardare soprattutto le attività “istruttorie”: informarsi, valutare i costi/benefici, sviluppare possibilità alternative. Nelle “strategie di decisione eccellenti”, il tempo per decidere si riduce ad un attimo, mentre quello dedicato alle altre attività (che abbiamo chiamato “istruttorie”) ha una durata variabile, a seconda dell’oggetto della decisione.

Il Coaching e i percorsi di sviluppo personale o manageriale, quali ad esempio la Programmazione Neuro Linguistica o la Formazione Esperienziale, offrono ottimi strumenti per aiutare a decidere con lo stato d’animo migliore possibile, per ottimizzare il processo decisionale in funzione dell’importanza della decisione, per verificare eventuali incongruenze nella scelta, per leggere il contesto e ridurre i tempi di decisione.

Credo che cogliere le opportunità e i vantaggi che queste metodologie offrono sia, per chiunque, una buona decisione foriera, sicuramente, anche di ottime conseguenze!