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Cosa blocca la tua energia? 5 passi per aumentare vitalità e benessere

16 febbraio 2015

Energia 1

Con quale energia affrontiamo la vita? Cosa ci aiuta ad essere più energici, vitali, determinati? In questi ultimi tempi mi capita spesso di lavorare con persone che mi chiedono di aiutarle a migliorare il loro livello di energia: persone che di loro erano e sarebbero ancora molto energiche ma che, invece, sentono di aver perso molto del loro originale smalto…

 

Cosa fa sì che una persona che fino a poco tempo prima si sentiva piena di energia abbia deicali, anche notevoli, nel suo equilibrio psicofisico, tanto da sentirsi più “debole”?

Per poter rispondere, ho iniziato col chiedermi quali sono le principali forme di energia, come interagiscono tra loro e come influenzano la nostra vita.
Ne è venuto fuori un modello in cui, partendo proprio dal prendere in considerazione le fonti principali -il carburante- attraverso cui ricaviamo energia e vitalità, propone dei passi pratici per recuperare e incrementare la propria capacità di portare avanti gli obiettivi di vita assieme al proprio benessere.

Questi i fattori responsabili del nostro globale livello di energia:

 

  • Il corpo (stato di salute e forma fisica)
  • Gli stati d’animo e le emozioni
  • La spiritualità (anche gli atei ne hanno una): ovvero, il contatto con la parte più autentica di sé stessi e con la missione (scopo di vita) che si ha nel mondo (incluso il modo in cui la perseguiamo)
  • L’ambiente in cui viviamo (casa, uffico ed altri spazi, naturali o meno) e il suo grado di salubrità, bellezza (arredamento, cura, ecc.), pulizia e sicurezza
  • Le relazioni con le altre persone
  • Le attività che portiamo avanti, le azioni che compiamo e l’atteggiamento con cui lo facciamo
  • Le motivazioni che ci spingono ad agire (bisogni, desideri o sogni, intenzioni, decisioni, progetti e programmi)
  • Il danaro e le altre risorse finanziarie e materiali
  • Il tempo (incluso, ovviamente, il modo in cui lo si usa)

A queste vanno aggiunte altre fonti di energia anch’esse molto importanti, ma poco controllabili direttamente, quali ad esempio gli eventi esterni (belli o brutti che siano, come ad esempio un terremoto). Di questi, però, ha poco senso preoccuparsi, in quanto indipendenti dalla nostra volontà.

Concentriamoci, perciò, sulle condizioni che dipendono da noi: a questo punto, potrebbe esservi utile pensare a un piano per accrescere le vostre riserve di energia?

Ciascuno di noi è diverso dagli altri: non è detto, perciò, (anche se è fortemente probabile) che tutte le fonti citate prima influenzino allo stesso modo la vostra qualità di vita.
In ogni caso, se utilizziamo questa lista per chiederci cosa ci dà energia e cosa ce la toglie, diventa facile, una volta individuati i fattori critici (i killer energetici), agire per eliminarli, potenziando gli elementi che ci aiutano a star bene.

Potrebbe, però, esservi anche utile lavorare sul recupero delle energie bloccate con un percorso più strutturato.
Questi sono i 5 passi che vi consiglio di provare a mettere in atto:

  1. Date una valutazione qualitativa a ciascuna di queste aree (quanto e come, ad esempio, il mio corpo mi dà/mi toglie energia?).
    Assegnate con un numero (ad esempio da 1 a 10, come a scuola) il contributo che quell’area dà al vostro livello di energia personale.
  2. Selezionate le fonti che vi danno più energia e quelle che ve ne danno meno: questo vi aiuterà a fare chiarezza su ciò che, per voi, rappresenta un “serbatoio” di energia da cui attingere e su ciò che, al contrario, vi limita o vi toglie energia.
  3. Una volta individuate le vostre fonti personali di maggiore e minore energia, si passa al piano d’azione: c’è qualcosa che posso fare (e che voglio o è necessario fare) per accrescere il contributo dato dalle mie aree più benestanti al mio livello globale di energia? Stabilite, se è il caso, un eventuale programma per mantenere e aumentare gli effetti positivi derivanti da queste aree.
    Ci sono, invece, fattori che incidono negativamente sul mio livello di energia? In questo caso, individuateli e definite un vero e proprio programma per migliorare queste aree critiche che vi indeboliscono.
  4. Scegliete, all’interno delle aree “amiche” da valorizzare e di quelle “critiche” da incrementare, quella su cui concentrarvi per prima.
  5. Cosa vi serve modificare nel modo di gestire questa risorsa personale? Quale la prima cosa da fare? E quella subito dopo? Cosa vi serve essere, avere e imparare per fare in modo che questo miglioramento avvenga?

Quando si ha chiarezza sui passi da fare, pianificare un cambiamento è molto più semplice, così come migliorare, se siamo disposti ad assumercene la responsabilità.
Fatemi sapere com’è andata!!

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