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Le tue convinzioni: ti aiutano o ti limitano?

23 gennaio 2015

Convinzioni limitanti13 credenze molto diffuse per ingannare sè stessi

Le “convinzioni limitanti” sono un argomento di cui si tratta spesso nei seminari di Programmazione neuro linguistica e di sviluppo personale o manageriale, in genere. Ma cosa sono? Le convinzioni limitanti (a me piace parlare, in certi casi, anche di convinzioni fuorvianti) sono dei presupposti sul funzionamento del mondo che prendiamo per veri senza valutarli in modo critico. Questi presupposti derivano dall’associare fra loro due idee diverse, senza nessun nesso logico diretto. Molte di queste convinzioni le abbiamo sentite e fatte nostre già dall’infanzia, senza esercitare alcun filtro, e le usiamo per interpretare generalizzando i casi specifici. E’ evidente che ogni cosa in cui crediamo -soprattutto quelle di cui non siamo consapevoli coscientemente- ha delle ripercussioni nella nostra vita: le convinzioni, perciò, possono limitare il nostro sentire, agire, decidere. Prendiamo ad esempio una delle classiche convinzioni collegate al rapporto con il danaro: “Il danaro non dà la felicità“. Nella realtà, danaro e felicità (o infelicità) sono due categorie assolutamente disgiunte o, comunque, non così direttamente collegate tra loro, nel senso che la felicità di una persona dipende da molti, moltissimi fattori, di cui il danaro è solo uno dei tanti. Sempre sul danaro, pensiamo al più classico dei proverbi “Il danaro è lo sterco del diavolo“… chi di noi sarebbe contento dei suoi soldi se credesse (magari anche letteralmente) a questo proverbio? Una convinzione potenziante rispetto al danaro? “Il danaro mi aiuta ad avere più possibilità” o, come ha scritto l’autore di un famoso libro “Il danaro è mio amico“. Le convinzioni -potenzianti, limitanti o neutre che siano- incidono fortemente sulla nostra determinazione ed efficacia nel fare le cose. Nell’elenco qua sotto indico 13 credenze fuorvianti molto diffuse: sono le prime che mi sono venute in mente, immagino che ciascuno di voi ne conoscerà di sicuro delle altre con cui arricchire la lista. Spero che leggerle possa essere un’occasione per riflettere:

  • Se soffro sono più buono (o meritevole, o migliore, o amato, o qualsiasi altro aggettivo qualificativo di meritevolezza)
  • E’ da troppo tempo che sto bene, chissà cosa mi deve capitare di brutto
  • Più nutro le persone della mia famiglia, più gli voglio bene
  • Se mi sacrifico per qualcuno, allora lo amo di più
  • Se non hai raccomandazioni, non trovi lavoro
  • Se non temi, non ami
  • I ricchi non vanno in paradiso
  • Se ti fidi degli altri, ti fregano
  • Se lavoro molto allora valgo più degli altri (sono un professionista di successo)
  • Se non accontento gli altri, li rendo infelici
  • Il buio è pericoloso
  • Se non posso avere/fare ……………. (decidete voi cosa), sto male/sono infelice/sono sfigato
  • Con la crisi non si trova lavoro

Scriveteci per segnalarci altre convinzioni limitanti nelle quali vi siete imbattuti: ve ne sono grato, perchè saranno utilissime tutte le volte che affronteremo quest”argomento in aula. Eventi collegati  Una bussola per il domani Che problema c’è? Padrone delle mie emozioni Finalmente io!